Outplacement, anche Wikipedia parla di Tartarelli

Anche la popolare enciclopedia Wikipedia inserisce la particolare forma di outplacement di Luigi Tartarelli nella descrizione di questa tipologia di attività:

Ecco cosa si legge nella più letta e prestigiosa enciclopedia indipendente.

Descrizione

L’outplacement funge da supporto alla ricollocazione di uno o più dipendenti che sono in uscita da un’azienda in cerca di una nuova occupazione. Questo comprende un attento lavoro di valutazione, riqualificazione del lavoro e la ricerca di nuove possibilità. È un servizio che viene erogato da enti per il lavoro e che viene richiesto dall’azienda che sta licenziando il suo dipendente. Le società di outplacement non si occupano di ricollocare il lavoratore obbligandolo a subire le sue scelte, ma il loro compito è quello di accompagnare il lavoratore nel percorso di riqualificazione delle sue competenze per potersi ricollocare in un altro ambito lavorativo[1] Alla persona è richiesto un atteggiamento positivo nei confronti di chi lo aiuta, impegnandosi a cercare le strade che sono più affini a se stesso e successivamente condividerle con il consulente. Inizialmente l’outplacement era riservato solo al ricollocamento di alte figure manageriali poi con il passare del tempo si è cominciato a rivolgerlo anche a impiegati, quadri e operai. In Italia una originale forma di outplacement è quella messa in atto dal cacciatore di teste Luigi Tartarelli che ha adattato tale tecnica per venire incontro alle richieste di numerose aziende che volevano allontanare in modo morbido manager o dirigenti non più graditi [2]

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Outplacement, Tartarelli: “ecco il giusto approccio con il candidato”

In questo video il cacciatore di teste Luigi Tartarelli spiega il giusto approccio che bisogna avere quando ci si trova di fronte ad un possibile candidato, anche negli incarichi di outplacement di alto livello

 

 

L’outplacement migliore, Tartarelli: “non licenzio, ricolloco”

Ecco spiegato in pochi minuti l’outplacement migliore di alto livello messo in atto da Luigi Tartarelli per le aziende clienti che si rivolgono a lui, per allontanare manager o dirigenti in Italia e nel mondo. “Non licenzio, ricolloco”.

 

Dalla trasmissione “Memorie di un cacciatore di teste” (2015)

 

Outplacement, il segreto di Luigi Tartarelli: “ho 167 anni!”

Ecco svelato il segreto per cui il cacciatore di teste Luigi Tartarelli riesce ad occuparsi di outplacement di dirigenti  e figure di alto livello in modo ottimale: ha ben 167 anni!

Come fa? Ce lo racconta lui stesso

L’outplacement di Luigi Tartarelli: come lo fa un vero head hunter

 

L’outplacement dovrebbe servire a riposizionare tutti i tipi di figure aziendali, eccetto le maestranze perché stiamo parlando di un diverso tipo di approccio. E’ un lavoro delicato e  strategico in cui bisogna costruire un rapporto di fiducia con la persona che l’azienda vuole allontanare. Possiamo trovarci di fronte a tre tipi di candidati:

  • il candidato informato dall’azienda 
  • il candidato che non ne sa nulla
  • il candidato che ha un accordo sindacale

In ogni caso bisogna costruire fiducia e motivazione perché quel candidato accetti un nuovo lavoro. Utilizzando particolari strategie, anche nel caso non sappia che l’azienda lo vuole allontanare, bisogna trovargli un altro lavoro motivandolo ad accettarlo.

Nel 90% dei casi l’operazione si conclude con un successo ed anche quando questo non accade vengono suggerite particolari strategie all’azienda per ricreare quel clima di fiducia e collaborazione che si era probabilmente perso.

E’ uno strumento per accrescere tutti: management, impiegati, imprenditori. L’unico metodo che allo stato attuale funziona e fornisce garanzie di risultati certi anche nella formula più difficile in cui l’ intervento e l’incarico di allontanamento deve rimanere riservato.

 

Jobs act: “controlli necessari ma serviranno a poco senza una nuova educazione”

Da mesi si leggono polemiche sui cosiddetti controlli a distanza, introdotti dal jobs act, che i datori di lavoro potrebbero svolgere sui dipendenti attraverso i dispositivi mobili aziendali. Si è parlato di privacy a rischio e di altri potenziali pericoli a danno del lavoratore.

Secondo il cacciatore di teste Luigi Tartarelli i controlli a distanza dei dipendenti si sono resi necessari ma serviranno a ben poco senza un radicale cambiamento della mentalità generale dei lavoratori ed un ritorno all'onestà
Secondo il cacciatore di teste Luigi Tartarelli i controlli a distanza dei dipendenti si sono resi necessari ma serviranno a ben poco senza un radicale cambiamento della mentalità generale dei lavoratori ed un ritorno all’onestà

Secondo il cacciatore di teste Luigi Tartarelli tali controlli sono diventati inevitabili ma non basteranno senza un vero shift nella mentalità di ognuno: “Partirei da un concetto: quello dell’onestà e della diligenza. Andrebbero educati gli italiani di nuovo a questi valori. Un tempo non erano disonesti e poco lavoratori.  Poi la classe politica li ha educati ad essere disonesti, ladri e tendenti alla furbizia. Occorre quindi anche un controllo molto severo. Come si vede ovunque c’è chi ruba e chi si imbosca. L’ultimo dell’anno i vigili a Roma erano tutti stranamente malati e via dicendo. In ogni luogo di lavoro scopri così che quello ti ha tubato, quello di 8 ore ne fa una, o non ne fa per niente. I controlli si sono resi necessari ma non risolveranno niente, anche perché c’è molta protezione in Italia di certi comportamenti. Si può rieducare anche gli adulti, solo così si potrà  uscire da un tunnel pesante dove c’è ancora troppo poco lavoro. La ripresa può esserci ma se non verranno superate queste criticità all’interno delle aziende sarà comunque difficilissimo uscirne”.

Memorie di un cacciatore di teste, puntata 7 (VIDEO)

Settimo appuntamento con “Memorie di un cacciatore di teste” trasmissione realizzata da Fabio Frabetti, distribuita da Rebel Production con la partecipazione dell’head hunter Luigi Tartarelli.

L'head hunter Luigi Tartarelli in un momento della trasmissione
L’head hunter Luigi Tartarelli in un momento della trasmissione

In questa puntata:

– non solo ricerca, il cacciatore di teste viene anche chiamato per allontanare figure non più gradite, ecco come ci riesce

– mobbing sui luoghi di lavoro, è davvero una piaga così diffusa?

– L’Euro, quanto e come ci ha cambiato davvero?