Outplacement, Tartarelli: “ecco il giusto approccio con il candidato”

In questo video il cacciatore di teste Luigi Tartarelli spiega il giusto approccio che bisogna avere quando ci si trova di fronte ad un possibile candidato, anche negli incarichi di outplacement di alto livello

 

 

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L’outplacement migliore, Tartarelli: “non licenzio, ricolloco”

Ecco spiegato in pochi minuti l’outplacement migliore di alto livello messo in atto da Luigi Tartarelli per le aziende clienti che si rivolgono a lui, per allontanare manager o dirigenti in Italia e nel mondo. “Non licenzio, ricolloco”.

 

Dalla trasmissione “Memorie di un cacciatore di teste” (2015)

 

L’outplacement di Luigi Tartarelli: come lo fa un vero head hunter

 

L’outplacement dovrebbe servire a riposizionare tutti i tipi di figure aziendali, eccetto le maestranze perché stiamo parlando di un diverso tipo di approccio. E’ un lavoro delicato e  strategico in cui bisogna costruire un rapporto di fiducia con la persona che l’azienda vuole allontanare. Possiamo trovarci di fronte a tre tipi di candidati:

  • il candidato informato dall’azienda 
  • il candidato che non ne sa nulla
  • il candidato che ha un accordo sindacale

In ogni caso bisogna costruire fiducia e motivazione perché quel candidato accetti un nuovo lavoro. Utilizzando particolari strategie, anche nel caso non sappia che l’azienda lo vuole allontanare, bisogna trovargli un altro lavoro motivandolo ad accettarlo.

Nel 90% dei casi l’operazione si conclude con un successo ed anche quando questo non accade vengono suggerite particolari strategie all’azienda per ricreare quel clima di fiducia e collaborazione che si era probabilmente perso.

E’ uno strumento per accrescere tutti: management, impiegati, imprenditori. L’unico metodo che allo stato attuale funziona e fornisce garanzie di risultati certi anche nella formula più difficile in cui l’ intervento e l’incarico di allontanamento deve rimanere riservato.

 

Bene il Jobs Act, ma chi lo conosce davvero?

Il Jobs act potrebbe anche essere una riforma meravigliosa ma è sotto utilizzata perché in pochi la conoscono davvero. Il cacciatore di teste Luigi Tartarelli mette il dito nella piaga sulla mancanza di una completa informazione sulla riforma del lavoro. «Tra il serio ed il faceto Renzi è riuscito a sbloccare un’economia stagnante ed una crisi devastante. Ci sono grandi segnali di ripresa, in particolare nel nord Italia, per quanto riguarda il mercato del lavoro. Purtroppo però ancora abbiamo gravi lacune. Il Jobs Act ad esempio. Di questa riforma mancano le informazioni basilari per le aziende sul suo reale funzionamento. Tutti ne parlano, in pochi lo conoscono davvero, dai consulenti del lavoro alle associazioni di categoria. Dovrebbero esserci delle informazioni semplificate da girare alle aziende, agli addetti ai lavori ma anche utilizzabili dagli stesi dipendenti. Sarebbe finalmente il segnale epocale che non si voglia agire solo per pochi intimi ma per l’intera collettività».

tartarelli impresa
Il cacciatore di teste Luigi Tartarelli

Anche perché il numero delle assunzioni a tempo indeterminato, dovute soprattutto agli sgravi contributivi, non sembra altissimo. «Mi risulta che gli imprenditori sappiano usare poco o niente le possibilità offerte dal Jobs Act. Se la riforma fosse conosciuta davvero le assunzioni aumenterebbero in modo esponenziale. Le aziende hanno fiducia, stanno assumendo, ma devono conoscere gli strumenti che potrebbero avere a disposizione. Mi sembra però che il grosso ostacolo sia sempre rappresentato dalle famose lobby: commercialisti, avvocati, politici, consulenti del lavoro, sindacati. C’è purtroppo chi vuole sempre lucrare sull’attuazione la pubblicità di questa nuova normativa che potrebbe essere molto interessante se la conoscessero davvero tutti. Perché in Italia dobbiamo sempre aver bisogno di questi intermediari per accedere alla conoscenza?»

Memorie di un cacciatore di teste, puntata 8 (aprire un’impresa, Italia 2020) VIDEO

Ultimo appuntamento con il cacciatore di teste head hunter Luigi Tartarelli. In questo ultimo colloquio ci spiega meglio come fa a ricollocare in altre aziende manager e dipendenti non più graditi (tagliatore di teste buono!), ci offre consigli su come aprire un’impresa e ci presenza quella che potrebbe essere l’Italia del 2020, uno sguardo al futuro del lavoro. Trasmissione a cura di Fabio Frabetti, distribuita da Rebel Production

Luigi Tartarelli in un momento della trasmissione "Memorie di un cacciatore di teste" puntata 8
Luigi Tartarelli in un momento della trasmissione “Memorie di un cacciatore di teste” puntata 8

Jobs act: “controlli necessari ma serviranno a poco senza una nuova educazione”

Da mesi si leggono polemiche sui cosiddetti controlli a distanza, introdotti dal jobs act, che i datori di lavoro potrebbero svolgere sui dipendenti attraverso i dispositivi mobili aziendali. Si è parlato di privacy a rischio e di altri potenziali pericoli a danno del lavoratore.

Secondo il cacciatore di teste Luigi Tartarelli i controlli a distanza dei dipendenti si sono resi necessari ma serviranno a ben poco senza un radicale cambiamento della mentalità generale dei lavoratori ed un ritorno all'onestà
Secondo il cacciatore di teste Luigi Tartarelli i controlli a distanza dei dipendenti si sono resi necessari ma serviranno a ben poco senza un radicale cambiamento della mentalità generale dei lavoratori ed un ritorno all’onestà

Secondo il cacciatore di teste Luigi Tartarelli tali controlli sono diventati inevitabili ma non basteranno senza un vero shift nella mentalità di ognuno: “Partirei da un concetto: quello dell’onestà e della diligenza. Andrebbero educati gli italiani di nuovo a questi valori. Un tempo non erano disonesti e poco lavoratori.  Poi la classe politica li ha educati ad essere disonesti, ladri e tendenti alla furbizia. Occorre quindi anche un controllo molto severo. Come si vede ovunque c’è chi ruba e chi si imbosca. L’ultimo dell’anno i vigili a Roma erano tutti stranamente malati e via dicendo. In ogni luogo di lavoro scopri così che quello ti ha tubato, quello di 8 ore ne fa una, o non ne fa per niente. I controlli si sono resi necessari ma non risolveranno niente, anche perché c’è molta protezione in Italia di certi comportamenti. Si può rieducare anche gli adulti, solo così si potrà  uscire da un tunnel pesante dove c’è ancora troppo poco lavoro. La ripresa può esserci ma se non verranno superate queste criticità all’interno delle aziende sarà comunque difficilissimo uscirne”.